Il danno non patrimoniale consiste nella lesione di un bene della vita che non può essere oggetto di quantificazione economica: si pensi all’onore, alla salute, alla vita di relazione, al dolore che segue alla perdita di una persona cara, ecc.
La possibilità di ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale è disciplinata dall’art. 2059 del codice civile che è oggi interpretato nel senso di consentire il risarcimento dei soli pregiudizi che seguono alla lesione di una posizione riguardante la persona e che trova un riconoscimento nella Costituzione.
Nell’ambito dei danni non patrimoniali è compreso anche il danno da lesione della salute, detto danno biologico che ha trovato la sua prima definizione nell’ambito della disciplina delle lesioni derivanti da sinistro stradale, ma questa categoria si applica a tutti i tipi di lesioni causati dall’altrui comportamento imprudente  (si pensi al caso dell’errore del chirurgo che causa una invalidità al paziente in seguito all’esecuzione non corretta di un intervento).
La lesione alla salute può riguardare la sfera psichica del danneggiato quando questo, a causa del comportamento illecito di altri, matura una patologia psichica (danno psichico) o anche che comporta un peggioramento della qualità della vita, riconducibile  ai valori dell’esistenza del danneggiato (danno esistenziale).

Lo psicologo forense si occupa di indagare tutte le aree di funzionamento sociale e psicopatologico che potrebbero essere compromesse nel caso di un evento traumatico per accertare e quantificare il danno, attraverso l’osservazione clinica e l’ausilio di strumenti psico-diagnostici standardizzati e ampiamente riconosciuti in ambito scientifico.